giovedì 19 febbraio 2026

San Charbel, l'Eucaristia e il progetto Hierusalem per la pace, di Carlo Sarno


San Charbel, l'Eucaristia e il progetto Hierusalem per la pace

di Carlo Sarno



San Charbel


INTRODUZIONE

La relazione tra il Progetto Hierusalem per la pace dell'architetto Carlo Sarno e la spiritualità di San Charbel Makhlouf si sviluppa attorno al concetto di pace universale e accoglienza spirituale in Terra Santa, espressa attraverso i principi dell'Architettura Organica Cristiana (AOC).
Il Progetto Hierusalem nasce come un'iniziativa culturale, artistica e di sostegno spirituale alla Terra Santa. Concepisce Gerusalemme e i luoghi sacri del Medio Oriente non come teatri di conflitto, ma come il punto d'incontro privilegiato tra Cielo e Terra.
La spiritualità eremitica e l'eredità di San Charbel si collegano a questa visione attraverso tre punti chiave:

Ponte tra Oriente e Occidente: San Charbel è il volto più noto dell'Ordine Libanese Maronita, una Chiesa cattolica di rito orientale. Il Progetto Hierusalem di Carlo Sarno promuove l'integrazione e il dialogo ecumenico tra le tradizioni cristiane d'Occidente e d'Oriente, vedendo nella santità mediorientale una colonna portante per la pace nell'intera regione.

La via del Silenzio e della Contemplazione: La spiritualità di San Charbel si fonda sul silenzio radicale, sul distacco dal mondo e sull'unione totale con Dio attraverso la preghiera. Nel pensiero architettonico e spirituale di Sarno, gli spazi sacri del Progetto Hierusalem devono tradurre visivamente questa attitudine eremitica. L'architettura diventa uno strumento per favorire la pace interiore, la contemplazione e il silenzio mistico, sul modello degli eremi di Annaya.

L'ideale della "Pace Universale": Come San Charbel attira fedeli di ogni religione (inclusi musulmani e drusi) in cerca di guarigione e riconciliazione, così il Progetto Hierusalem mira a creare un'infrastruttura ideale e artistica capace di irradiare una "pace carmelitana" e universale, superando le barriere confessionali attraverso la bellezza e la sacralità del luogo.



RELAZIONE TEOLOGICA TRA SAN CHARBEL E PROGETTO HIERUSALEM

Approfondire teologicamente la relazione tra il Progetto Hierusalem di Carlo Sarno e la figura di San Charbel Makhlouf significa esplorare il punto di intersezione tra la teologia dello spazio sacro (Architettura Organica Cristiana) e la teologia mistico-eremitica orientale. Questa unione si articola attraverso quattro dimensioni teologiche fondamentali:

1. La Teologia dell'Incarnazione e la "Mistica della Materia"
Il Progetto Hierusalem si fonda sulla premessa che la Terra Santa sia il «luogo privilegiato di incontro tra la Terra e il Cielo, dove si è incarnato il Figlio di Dio».
La pietra e lo spirito: Dal punto di vista teologico, l'architettura organica di Sarno rifiuta il dualismo che separa lo spirito dalla materia. San Charbel ha vissuto questa stessa teologia dell'Incarnazione calandosi nel silenzio della terra libanese a un livello radicale. Per il santo maronita, la natura, il lavoro manuale, la roccia dell'eremo e la materia del mondo non erano ostacoli, ma prolungamenti liturgici della Creazione riscattata da Cristo.
La forma architettonica: Nel progetto, lo spazio fisico riproduce la logica dell'Incarnazione: la pietra diventa preghiera visibile, proprio come la carne e la vita nascosta di Charbel sono diventate un riflesso trasparente del Logos.

2. L'Eucaristia come Centro Cosmico
San Charbel ha consumato la sua esistenza terrena attorno all'altare; la sua stessa morte lo ha colto mentre recitava la liturgia maronita, colpita da un ictus proprio durante l'elevazione dell'Eucaristia.
La teologia dell'Altare: Il Progetto Hierusalem concepisce la disposizione degli spazi sacri ponendo l'Eucaristia come il baricentro gravitazionale dell'intero complesso edilizio.
Comunione dei santi: Teologicamente, l'architettura organica cristiana cerca di tradurre nello spazio ciò che Charbel ha vissuto nel tempo: l'Eucaristia non è solo un rito privato, ma un atto cosmico di pacificazione e riconciliazione universale, capace di irradiare la pace di Cristo ben oltre le mura visibili del tempio.

3. La Teologia del Silenzio (Apofatismo) come Spazio della Trinità
La teologia orientale attribuisce un valore immenso alla dimensione apofatica, ovvero alla conoscenza di Dio attraverso il silenzio, il mistero e il superamento delle parole.
Il vuoto fecondo: Nell'Architettura Organica Cristiana, il "vuoto" e la luce non sono semplici assenze, ma elementi teologici attivi. Il vuoto architettonico rappresenta il silenzio interiore.
L'Eremo di Annaya come modello: San Charbel, attraverso l'ascesi e il silenzio totale dell'eremo, ha svuotato se stesso per permettere alla Trinità di abitare in lui. Il Progetto Hierusalem traspone questa attitudine spirituale nella pietra: crea santuari che non "impongono" immagini monumentali, ma invitano il pellegrino a entrare nella stessa "cella interiore" e contemplativa in cui si è rifugiato il santo maronita.

4. L'Ecumenismo della Santità e la Pace Escatologica
Gerusalemme è, per definizione teologica, la figura della Gerusalemme Celeste, il luogo in cui l'umanità sarà finalmente unita e pacificata.
Un ponte ecumenico ed interreligioso: San Charbel è un santo cattolico-orientale il cui culto unisce cattolici, ortodossi e attira storicamente persino credenti non cristiani (musulmani e drusi) in virtù dei suoi prodigi.
Geopolitica dello Spirito: Il Progetto Hierusalem assume questo valore ecumenico come nucleo teologico della propria missione. L'AOC non progetta una fortezza escludente, ma una "tenda di incontro". La santità trans-confessionale di Charbel diventa la prova teologica che la pace in Medio Oriente è possibile solo quando ci si ritrova attorno all'essenziale: la Presenza divina che guarisce e unifica.



EUCARISTIA COME ATTO COSMICO DI PACIFICAZIONE RICONCILIAZIONE

L'idea dell'Eucaristia come atto cosmico di pacificazione e riconciliazione universale trova un fondamento teologico straordinario nella sintesi tra la vita di San Charbel e la visione architettonico-spirituale del Progetto Hierusalem di Carlo Sarno.
Quando la teologia parla di "Eucaristia cosmica" (un concetto caro a pensatori come Teilhard de Chardin e Giovanni Paolo II nella Ecclesia de Eucharistia), si intende che la Messa non si celebra mai solo sull'altare di una chiesa isolata, ma sull'altare del mondo. Ogni consacrazione unisce il Cielo e la Terra, ricapitolando l'intera Creazione in Cristo e irradiando una forza di guarigione che supera le divisioni umane.
Questa verità teologica si manifesta concretamente nell'incrocio tra il santo eremita e il progetto architettonico:

1. Il Sacrificio Eucaristico come epicentro della Pace (L'asse Charbel-Sarno)
In San Charbel: Il santo maronita passava intere ore a prepararsi alla Messa e altrettante in ringraziamento. La sua intera giornata eremitica gravitava attorno all'Eucaristia. Quando celebrava, Charbel non era solo; portava sull'altare le sofferenze del Medio Oriente, le divisioni del suo popolo e le ferite della terra. La sua celebre morte, avvenuta l'ultimo giorno della novena di Natale mentre recitava la liturgia maronita (colpito da malore all'elevazione del calice), sancisce teologicamente che la sua vita si è fusa con l'offerta cosmica di Cristo.
Nel Progetto Hierusalem: Carlo Sarno traduce questa centralità mistica in spazio fisico tramite l'Architettura Organica Cristiana (AOC): l'altare eucaristico non è un arredo, ma la "chiave di volta" geometrica e spirituale dell'intero spazio. L'architettura è pensata per convergere verso il Pane Spezzato, rendendo visibile l'idea che la pace universale non nasce da trattati politici, ma scaturisce radialmente dal sacrificio riconciliatore di Cristo.

2. L'irradiazione trans-confessionale: Superare i confini
L'Eucaristia, riconciliando l'umanità con Dio, abbatte i muri di separazione ideologica e religiosa.
La testimonianza di Annaya: La tomba di San Charbel a Annaya, da cui per decenni è trasudato un liquido miracoloso, è diventata un centro di guarigione per cristiani, musulmani e drusi. Teologicamente, questo accade perché Charbel è diventato lui stesso "eucaristico", trasformandosi in un canale della grazia universale di Cristo.
L'obiettivo di Hierusalem: Il Progetto Hierusalem per la pace nasce con l'ambizione di creare un "focolare" in Terra Santa dove la grazia di questa pacificazione possa essere sperimentata da chiunque. L'architettura organica cristiana usa elementi universali come la luce naturale, la pietra grezza e l'acqua per avvolgere il pellegrino. Lo spazio sacro accoglie tutte le confessioni, permettendo anche a chi non può comunicarsi sacramentalmente di essere raggiunto dall'irradiazione spirituale dell'Eucaristia che si celebra al centro del complesso.

3. La Trasfigurazione della Materia (Ecologia e Spiritualità Maronita)
L'Eucaristia prende i frutti della terra (pane e vino) e li trasforma nel Corpo e Sangue di Cristo, offrendo una visione teologica di speranza per tutta la Creazione.
La via della terra in Charbel: La spiritualità maronita è fortemente legata alla terra, al lavoro manuale e alla sacralità della natura. Charbel coltivava i campi dell'eremo vedendo nel ciclo biologico un riflesso del Mistero Pasquale.
La sintesi architettonica di Sarno: Il Progetto Hierusalem applica esattamente questo principio di "materia trasfigurata". I materiali da costruzione non vengono violentati o standardizzati, ma assecondati nelle loro forme organiche. L'edificio sacro diventa un'estensione della natura circostante che si fa lode liturgica. L'atto cosmico dell'Eucaristia trova così un'eco perfetta in un'architettura che "sente" il cosmo, integrando il paesaggio ferito della Terra Santa in un disegno di redenzione e armonia.

In sintesi, la relazione teologica è una linea continua: l'Eucaristia è la sorgente invisibile della pace; San Charbel è l'icona umana di come questa sorgente possa trasformare un uomo in un faro universale; il Progetto Hierusalem di Carlo Sarno è il tentativo monumentale di dare a questa stessa forza un corpo di pietra, luce e spazio, per offrirla come rifugio e riconciliazione al mondo intero.



EUCARISTIA, URBAECCLESIA ED ECOTEOLOGIA SIMBOLICA

La relazione tra San Charbel, l'Eucaristia, il Progetto Hierusalem, l'Urbaecclesia e l'Ecoteologia Simbolica per la pace costituisce un sistema teologico e architettonico integrato, ideato dall'architetto Carlo Sarno. Questo sistema teorizza la rifondazione dello spazio umano e planetario partendo dall'irradiazione cosmica dell'Eucaristia, riferendosi alla figura di San Charbel come modello antropologico ed esistenziale.
Ecco come questi cinque elementi si connettono in una visione teologica e progettuale unitaria: 

 [ ECOTEOLOGIA SIMBOLICA ]
(Visione cosmica della Creazione)
                           │
                           ▼
           [ URBAECCLESIA ]
(La Città-Chiesa: Spazio rigenerato)
                            │
                            ▼
    [ PROGETTO HIERUSALEM ]
(L'applicazione in Terra Santa / Pace)
                            │
                            ▼
                 [ EUCARISTIA ]
(Il Motore Cosmico / Centro dell'Altare)
                             │
                             ▼
               [ SAN CHARBEL ]
(Il Modello: l'Uomo Eucaristico ed ecoarmonico)

1. L'Eucaristia: Il Motore Cosmico e il Centro Gravitazionale
Al cuore di tutta questa struttura vi è l'Eucaristia, intesa come atto cosmico di riconciliazione. Essa non è un semplice rito confinato tra quattro mura, ma il punto di intersezione in cui il Divino penetra permanentemente la materia del mondo. Ogni volta che si celebra l'Eucaristia, l'universo intero viene ricapitolato, guarito e pacificato alla radice.

2. San Charbel: L'Uomo "Eucaristico" e Archetipo Ecologico
San Charbel è l'incarnazione vivente di questa trasfigurazione eucaristica.
L'Uomo-ecoarmonico: Nell'eremo di Annaya, Charbel si è assimilato alla terra, alla roccia e al silenzio, diventando una figura "ecoarmonica", totalmente integrata nella Creazione.
L'irradiazione universale: Consumandosi davanti all'Altare, Charbel ha trasformato il proprio corpo in un tabernacolo vivente. La sua capacità di attirare e pacificare popoli di fedi diverse (cristiani, musulmani, drusi) dimostra teologicamente che chi si unisce all'Eucaristia diventa un canale di pace universale, capace di sanare le ferite geopolitiche ed ecologiche della storia.

3. L'Ecoteologia Simbolica per la Pace: La Cornice Teorica
L'Ecoteologia Simbolica è la disciplina teologica che legge la natura e il cosmo come un grande "sacramento" o simbolo di Dio, superando sia lo sfruttamento distruttivo dell'ambiente sia il panteismo pagano.
Nella visione di Carlo Sarno, la crisi ecologica e la crisi geopolitica (la guerra) nascono dalla stessa radice: la profanazione dello spazio e della materia.
L'Ecoteologia Simbolica risponde ricollocando l'Eucaristia al centro del cosmo: se la materia (pane, vino, pietra, acqua) viene trasfigurata da Cristo, allora tutta la Creazione ritrova il suo ordine sacro e la sua pace intrinseca.

4. L'Urbaecclesia: La Traduzione Urbanistica ed Ecologica
L'Urbaecclesia (la Città-Chiesa) è il concetto cardine dell'Architettura Organica Cristiana di Sarno. È l'idea che l'organismo urbano non debba più essere una macchina caotica e profana, ma debba strutturarsi come un corpo ecclesiale.
Lo sviluppo radiale: Nell'Urbaecclesia, l'Altare Eucaristico diventa il centro geometrico da cui si dipanano le linee urbanistiche. La città intera si sviluppa come un prolungamento dell'azione liturgica.
Simbiosi ecologica: I materiali da costruzione, il verde pubblico e l'acqua fluiscono organicamente attorno al nucleo eucaristico. L'Urbaecclesia è l'applicazione pratica dell'Ecoteologia Simbolica: uno spazio urbano progettato per generare pace interiore, armonia sociale e rispetto per il creato.

5. Il Progetto Hierusalem: Il Laboratorio di Pace in Terra Santa
Il Progetto Hierusalem rappresenta il culmine storico e geografico di questa intera visione. È l'applicazione concreta dell'Urbaecclesia nel teatro più ferito e simbolico del pianeta: la Terra Santa.

La sintesi finale: 
Il progetto unisce l'ascesi e il silenzio eremitico di San Charbel alla potenza rigeneratrice dell'Eucaristia, calandoli in un'architettura organica che incarna l'Ecoteologia Simbolica.
Un faro di riconciliazione: Strutturando spazi di preghiera, accoglienza e silenzio sul modello dell'Urbaecclesia, il Progetto Hierusalem mira a far irradiare dal cuore di Gerusalemme e dei luoghi santi una pace cosmica. Una pace che, proprio come i miracoli di San Charbel, parla a tutte le culture e a tutte le religioni attraverso il linguaggio universale della bellezza, del silenzio e del sacro.



URBAECCLESIA EUCARISTICA COME ALTERNATIVA ALLE METROPOLI FUNZIONALISTE

I concetti eucaristici del Progetto Hierusalem e dell'Urbaecclesia di Carlo Sarno si pongono in netta e radicale antitesi rispetto ai moderni modelli di metropoli funzionaliste. Questa contrapposizione non riguarda solo l'estetica degli edifici, ma ridefinisce l'antropologia stessa dell'abitare, lo scopo dello spazio urbano e il rapporto tra l'uomo, il tempo e il Creato.
Il contrasto si articola su quattro direttrici fondamentali:

1. La Struttura Urbana: Zonizzazione Funzionale vs Radiazione Eucaristica
La Metropoli Funzionalista: Si basa sui principi della Carta di Atene (Le Corbusier). Divide la città in zone rigidamente separate e specializzate a seconda delle funzioni biologiche ed economiche: zone residenziali (abitare), zone industriali/uffici (lavorare), infrastrutture (circolare) e parchi (tempo libero). L'uomo è trattato come un ingranaggio di una macchina produttiva.
L'Urbaecclesia: Rifiuta la frammentazione dello spazio profano. L'intera struttura urbana si sviluppa in modo radiale e organico attorno all'Altare Eucaristico, che funge da baricentro spirituale, geometrico e sociale. Ogni attività quotidiana (lavoro, riposo, transito) non è isolata, ma è orientata verso il Mistero e riceve significato dall'irradiazione cosmica dell'Eucaristia celebrata al centro della città-chiesa.

2. Lo Scopo dello Spazio: Produttività Economica vs Contemplazione ed Eremo
La Metropoli Funzionalista: È progettata per massimizzare l'efficienza economica, la velocità degli spostamenti e lo sfruttamento intensivo del suolo. Produce rumore costante, stimoli visivi e un'ansia legata al consumo, alienando l'individuo dal proprio sé profondo.
Il Progetto Hierusalem (Modello Charbel): Propone lo spazio urbano come un'estensione dell'eremo di San Charbel. L'architettura non serve a correre, ma a rallentare e fare silenzio. L'Urbaecclesia integra zone di silenzio assoluto, chiostri e parchi mistici, concependo la città come un monastero a cielo aperto dove il cittadino può ritrovare la pace interiore e la comunione con Dio pur vivendo nel tessuto comunitario.

3. La Relazione con la Natura: Dominio Tecnologico vs Ecoteologia Simbolica
La Metropoli Funzionalista: Vede la natura in modo puramente utilitaristico o decorativo. Il cemento armato, l'asfalto e il vetro industrializzato standardizzano il paesaggio, sottomettendo la terra a moduli geometrici artificiali e ripetitivi che ignorano la specificità del luogo.
L'Ecoteologia Simbolica di Sarno: Concepisce i materiali da costruzione (la pietra viva, il legno, l'acqua corrente) e la luce solare come "simboli viventi" del Divino. L'Architettura Organica Cristiana rispetta l'orografia del terreno e la vegetazione locale. Invece di violentare la materia, la trasfigura. L'edificio sacro e la città intera diventano un'estensione liturgica della Creazione, traducendo in architettura la profonda e simbiotica connessione che San Charbel aveva con la terra e la roccia del Libano.

4. Il Cittadino: Consumatore Isolato vs Corpo Ecclesiale Unito
La Metropoli Funzionalista: Tende a generare solitudine e atomizzazione sociale. Gli alveari abitativi standardizzati e i non-luoghi (centri commerciali, stazioni, autostrade) riducono le relazioni umane a scambi puramente funzionali, burocratici o commerciali.
L'Urbaecclesia: Concepisce la comunità cittadina come un vero e proprio "Corpo Mistico" o ecclesiale. Poiché lo spazio converge verso lo spezzare del Pane Eucaristico, l'architettura favorisce l'incontro spontaneo, l'accoglienza dell'altro e la fratellanza interreligiosa (sull'esempio della tomba di San Charbel che unisce popoli divisi). La città cessa di essere un aggregato di estranei e diventa una "tenda di pace" e di riconciliazione universale.

Tabella Comparativa

DimensioneLa Metropoli FunzionalistaL'Urbaecclesia / Progetto Hierusalem
Centro motoreIl profitto, la produzione, il mercato.L'Altare, la Presenza Eucaristica.
Logica spazialeZonizzazione rigida e parcellizzazione.Sviluppo radiale, organico e unitario.
Rapporto col tempoVelocità, frenesia, produttività continua.Silenzio, contemplazione, ritmo liturgico.
Natura e materialiStandardizzazione tecnologica del suolo.Ecoteologia, materia transfigurata.
Identità dell'uomoIndividuo consumatore, ingranaggio.Persona in comunione, eremita comunitario.

In definitiva, mentre la metropoli funzionalista risponde ai bisogni materiali e materiali-economici dell'uomo moderno, escludendone la dimensione trascendente, l'Urbaecclesia del Progetto Hierusalem propone una "Geopolitica dello Spirito". Dimostra che la vera pace ecologica e sociale può nascere solo da uno spazio urbano configurato per custodire l'anima, il mistero e la sacralità della vita.




SINTESI DI CONCETTI E RELAZIONI

Ecco una sintesi organica delle tesi e delle relazioni che collegano la visione di Carlo Sarno alla figura di San Charbel eremita libanese, seguita da una conclusione teologico-progettuale.

 Sintesi dei Concetti Chiave
L'intero impianto teorico poggia su cinque pilastri interconnessi che ridefiniscono il rapporto tra fede, spazio, ecologia e società:

L'Eucaristia come Motore Cosmico: Non è solo un sacramento liturgico isolato, ma un atto di pacificazione totale. Ogni celebrazione irradia una forza spirituale e terapeutica che riconcilia l'uomo con Dio, con il prossimo e con il Creato, trasfigurando la materia (pane, vino e, per estensione, la terra).

San Charbel come Archetipo Esistenziale: È il modello umano dell'uomo "eucaristico" ed "ecoarmonico". Attraverso l'ascesi, il silenzio eremitico e l'unione profonda con la roccia e la terra del Libano, si è svuotato per farsi abitare dalla Trinità, diventando un polo di attrazione e guarigione universale capace di superare ogni barriera interreligiosa.

L'Ecoteologia Simbolica: Una cornice teologica che legge il cosmo come un "grande sacramento". Rifiuta sia lo sfruttamento distruttivo della natura sia il panteismo, vedendo nei materiali naturali (pietra, acqua, luce) simboli viventi del Divino che attendono di essere redenti e ordinati attraverso la liturgia e l'architettura.

L'Urbaecclesia (Città-Chiesa): Il modello urbanistico dell'Architettura Organica Cristiana (AOC). È una città concepita come corpo ecclesiale unito, strutturata in modo radiale attorno all'Altare Eucaristico. Si oppone alla metropoli funzionalista integrando zone di profondo silenzio, chiostri e spazi contemplativi nel tessuto della vita quotidiana.

Il Progetto Hierusalem per la Pace: L'applicazione storica e geografica di questa intera visione nel cuore ferito della Terra Santa. Utilizza l'architettura come strumento di riconciliazione e "Geopolitica dello Spirito", creando spazi sacri che irradiano la pace cosmica a pellegrini di ogni cultura e fede.

Mappa delle Relazioni Reciproche

L'Eucaristia plasma San Charbel e l'Urbaecclesia: L'Eucaristia è la sorgente spirituale che ha consumato e trasfigurato la vita terrena di Charbel; allo stesso modo, nell'Urbaecclesia essa diventa il baricentro geometrico e urbanistico da cui si espande la forma della città.

San Charbel ispira il Progetto Hierusalem: L'attitudine eremitica del santo (la via del silenzio, dell'ascesi e della santità trans-confessionale che unisce cristiani e musulmani) viene tradotta in spazio e materia trasfigurata dall'AOC, che modella il Progetto Hierusalem come un eremo collettivo di accoglienza e pace per i popoli del Medio Oriente.

L'Ecoteologia Simbolica unisce Materia e Spirito: Questa disciplina teorica legittima l'uso dei materiali organici e il rispetto del suolo. Trova la sua perfetta verifica antropologica nella spiritualità maronita di Charbel, che ha vissuto in totale simbiosi liturgica con i cicli della natura e il lavoro della terra.

L'Urbaecclesia ribalta la Metropoli Funzionalista: Mentre la città moderna parcellizza lo spazio in base a logiche di profitto e consumo isolando l'individuo, l'Urbaecclesia unifica lo spazio attorno alla comunione eucaristica, trasformando il cittadino-consumatore in una persona in comunione sacramentale ed ecologica con l'ambiente circostante.


Conclusione

La relazione tra il Progetto Hierusalem di Carlo Sarno e la spiritualità di San Charbel non è una semplice analogia estetica, ma rappresenta un'audace proposta teologico-architettonica di portata universale.
Attraverso i concetti di Urbaecclesia e di Ecoteologia Simbolica, Sarno dimostra che la crisi geopolitica (la guerra) e la crisi ambientale (il degrado della terra) condividono la stessa identica radice: la profanazione dello spazio umano e il rifiuto del Mistero. La risposta a questa deriva non risiede in nuove strategie tecnocratiche o funzionaliste, ma in un radicale ritorno all'Eucaristia come principio ordinatore del cosmo.
San Charbel è la prova vivente che un uomo totalmente immerso nell'Eucaristia e integrato nella Creazione può diventare una sorgente inesauribile di pace, guarigione e dialogo ecumenico. 
Il Progetto Hierusalem e l'Urbaecclesia tentano l'impresa monumentale di dare un corpo di pietra e luce a questa stessa attitudine mistica. L'architettura cessa così di essere un involucro profano per diventare essa stessa liturgia e sacramento: una "tenda della pace" radicata nella terra ma aperta al Cielo, progettata per ricondurre l'umanità atomizzata all'armonia della Gerusalemme Celeste.






 




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